GLI ANTICHI MOLINI SUL TEVERE
Un fiume di attività Oggi lo vediamo scorrere placido ma fino a un paio di secoli fa brulicava di vita ed era frequentatissimo da acquaioli, tintori, traghettatori o barcaroli, pescatori, marinai, fabbricanti di navigli, renaioli, fiumaroli… L’elenco potrebbe continuare a lungo e, per quanto possa sorprenderci, tra i mestieri più legati al Tevere c’era anche quello del mugnaio. A caratterizzare il paesaggio fluviale della Roma del passato erano del resto proprio i mulini galleggianti , ad acqua, chiamati normalmente molini o mole . Così tanti da essere protagonisti di disegni, dipinti e mappe e da suscitare lo stupore di un viaggiatore spagnolo dei primi del Quattrocento, che nella sua descrizione della città raccontò come per il loro alto numero le due rive del Tevere sembrassero quasi congiungersi. Il più grande e famoso era la cosiddetta Mola dei Fiorentini , chiamata così dalla chiesa di San Giovanni dei Fiorentini all’inizio di via Giulia ...