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IL SEPOLCRO DEI RABIRI

    Chissà se qualcuno, camminando sull’antica Via Appia, a Roma, si sia imbattuto qualche volta in questo sepolcro. Magari gli avrà dato un’occhiata distratta, proseguendo poi oltre. Eppure, questo monumento racconta una storia che si intreccia con la Storia. Partiamo dai personaggi raffigurati: Ermodoro Rabirio e Demaris Rabiria da un lato; Usia Prima, sacerdotessa di Iside, dall’altro. I nomi dei personaggi, escluso il gentilizio Rabirius, tradiscono un’origine non latina. I nomi sono infatti greci. L’epigrafe ci chiarisce subito che ci troviamo in presenza di liberti, schiavi poi liberati. Ermodoro è Demaris appartenevano ad un certo Postumo Rabirio. Costui può essere identificato con Caio Curzio Postumo, che in seguito all’adozione da parte dello zio materno assunse il nome di Caio Rabirio Postumo. Costui era coinvolto in un processo che riguardava l’omicidio di Appuleio Saturnino. Nel processo vi prese parte come commissario speciale, con il cugino, nientemeno che d...

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